Caro amico ti scrivo…Auguri

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Caro amico ti scrivo…Auguri

C’è una frase che, puntualmente, torna a bussare alla porta della nostra mente ogni fine Dicembre: “Caro amico, ti scrivo, così mi distraggo un po’…”. Inizia così uno dei brani più amati della musica italiana, un pezzo che Lucio Dalla scrisse per esorcizzare le paure di un tempo incerto e trasformarle in un dialogo intimo, quasi sussurrato.

Guardare indietro per capire il presente

L’anno appena trascorso è stato, per molti versi, un anno di “scosse” e cambiamenti. Come scriveva Dalla, abbiamo visto eventi che ci hanno fatto pensare che “la novità sia questa”, tra sfide globali e fatiche quotidiane. Forse, guardandoci indietro, sentiamo anche noi quel bisogno di distrazione, di mettere nero su bianco quello che abbiamo vissuto per dargli un senso, prima di lasciarlo andare.

Il 2025 ci ha insegnato che la realtà spesso supera la fantasia, e che la capacità di restare umani — di continuare a scriversi, a parlarsi, a “distrarsi” insieme — è l’unica vera àncora di salvezza.

L’attesa dell’anno che verrà

Ma è nella seconda parte della canzone che Dalla compie la magia. Non ci promette un futuro perfetto, ma un futuro in cui “si uscirà poco la sera compreso quando è festa”, sottolineando una normalità che diventa straordinaria.

L’augurio per il nuovo anno non deve essere per forza un elenco di traguardi incredibili. Forse, il vero augurio è quello di ritrovare quella trasformazione che Lucio sognava:

La capacità di stupirsi ancora.

La forza di cambiare ciò che non ci rende felici.

La gioia di ritrovare qualcuno che avevamo perduto.

Un brindisi alla Speranza

“Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico, e come sono contento di essere qui in questo momento”. In fondo, il senso di tutto è qui: nella gratitudine di esserci, nonostante tutto.

Che il nuovo anno possa essere per te come quella “festa” che Dalla aspettava: un momento di luce, di musica e di incontri veri. Non importa se l’anno vecchio è finito; l’importante è che quello nuovo ci trovi pronti a scrivere una nuova pagina, magari con un po’ più di dolcezza.

E mentre nel mondo si alzano i calici per brindare al nuovo anno, si consumano già le prime stragi…

Buon Anno 2026… tra stragi di giovani vite e

venti di guerra!

Che Dio ci Aiuti!