Bartimeo: Gridò, fu guarito e inviato;
Riflessione di Fra Marcos Marques.
Il Vangelo ci presenta una delle scene più belle e più umane della vita di Gesù: l’incontro con Bartimeo, il cieco che stava ai bordi della strada, a Gerico. In lui vediamo un cammino che è anche il nostro: gridò, fu guarito e inviato.
Gridò
Bartimeo era emarginato, escluso, dipendente dalla carità degli altri. Viveva nell’oscurità esterna — non vedeva — ma anche in quella interiore — nessuno gli dava attenzione.
Quando sente che passa Gesù, grida: “Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!”
La folla cerca di farlo tacere. Anche nella nostra vita ci sono voci che vogliono zittirci:
“Non ce la farai.” “Dio non ti ascolta.” “Non te lo meriti.”
Ma Bartimeo grida ancora più forte. Il suo grido è la preghiera del povero, sincera, che riconosce il proprio bisogno.

Fu Guarito

Gesù si ferma. Si ferma sempre quando qualcuno lo invoca davvero. E dice: “Chiamatelo.”
Il cieco getta via il mantello — simbolo della sua vita di prima — e corre incontro a Gesù.
Gesù domanda: “Che cosa vuoi che io faccia per te?” la domanda di Gesu è veramente importante, perche Gesu agisce solo nella liberta.
Lui risponde: “Rabbunì, che io veda!”
Bartimeo riceve la vista. È guarito perché ha creduto. Anche noi portiamo dentro delle cecità: paure, peccati, ferite non guarite.
Gesù vuole ascoltare anche da noi: “Signore, che io veda!”
Fu Inviato
Dopo la guarigione, Gesù dice: “Va’, la tua fede ti ha salvato.”
Ma Bartimeo non torna alla vita di prima. Segue Gesù lungo la strada.
La vera guarigione genera missione: chi incontra la luce di Cristo diventa luce per gli altri, chi riceve misericordia diventa misericordia.

Conclusione
Il Vangelo ci invita a vivere il cammino di Bartimeo: – Gridare a Dio nel bisogno. – Essere guariti da Cristo. – Essere inviati come suoi discepoli.