Siamo qui per salutare un uomo che per molti è stato un “Monsignore”, un Vicario, un Direttore della Caritas. Ma per noi, e per chi ha avuto il privilegio di stargli accanto nei momenti delle decisioni difficili, don Nino è stato molto di più: è stato la bussola che non ha mai smesso di indicare il Bene.
C’è un’immagine che riassume l’essenza di don Jachino, ereditata dai suoi grandi maestri Monsignor Ferro e don Italo Calabrò: quella di non avere mai fretta davanti al bisogno.
In un mondo che corre e che scarta, don Nino ci ha insegnato il valore della sosta. Ci ha insegnato che nessuna scelta di vita può dirsi giusta se non tiene conto di chi è rimasto indietro.

La “follia” del coraggio
Spesso ricordava col sorriso di quando gli diedero del “pazzo” per aver aperto Casa Corigliano per i malati psichiatrici e molte altre realtà. Quella sua “follia” è stata per noi il più grande insegnamento di libertà: ci ha mostrato che, quando si agisce per amore, non bisogna temere il giudizio del mondo, ma solo il silenzio della propria coscienza.
Nelle scelte personali, la sua voce ci ha sempre sussurrato:
“Non abbiate paura di essere folli per amore”.
Un Padre e un Testimone
Don Jachino non dava ordini; donava esempi. La sua vita, spesa tra Pellaro, la Caritas e le strade di Reggio, è stata un libro aperto su come si abita la propria vocazione con dignità e instancabile servizio. È stato un punto di forza perché era solido come la roccia, ma accogliente come il cortile della Curia dove si era formato.
L’eredità

Oggi la Chiesa reggina e non solo, perde un testimone immenso, e noi che siamo cresciuti nel suo esempio, perdiamo un faro.
Ma se guardo alle scelte che abbiamo compiuto sotto la sua guida, mi rendo conto che non se n’è andato davvero. Don Jachino vive ogni volta che decidiamo di fermarci per ascoltare qualcuno, ogni volta che scegliamo la carità invece dell’egoismo, ogni volta che abbiamo il coraggio di essere “pazzi” per un ideale più grande.
“Grazie, don Nino. Grazie per averci insegnato a camminare dritto, guardando sempre verso gli ultimi. La tua luce continuerà a illuminare i nostri passi, proprio come quel sole che sorgeva stamattina mentre andavi a riabbracciare i tuoi maestri e il tuo Signore.”